A partire dal 2022, per contrastare la circolazione di crediti superbonus “sospetti”, la giurisprudenza penale ha spesso fatto ricorso alla misura del sequestro, anche nel caso in cui detti crediti fossero stati acquistati da terzi cessionari diligenti sotto il profilo amministrativo e privi di responsabilità in ordine alla loro irregolare formazione. L’articolo si propone di analizzare la concreta portata della richiamata giurisprudenza penale e di formulare alcune considerazioni sugli effetti della stessa in capo ai predetti cessionari, evidenziando le tutele, purtroppo non soddisfacenti, messe loro a disposizione dall’ordinamento.
Il sequestro dei “crediti superbonus” e le (scarse) tutele dei cessionari in buona fede, in Rassegna Tributaria n. 1/2025.